La Settimana Antirazzista 2026 “È già domani” ha attraversato 8 città italiane, portando un programma di incontri, proiezioni, spettacoli e momenti di confronto nelle librerie Feltrinelli, scuole e spazi pubblici con l’obiettivo di far risuonare un messaggio chiaro contro ogni forma di pregiudizio e discriminazione etnico-razziale.
Quello che è emerso durante questa settimana è la necessità di continuare a creare spazi di condivisione, ma anche quanto questo sia solo una parte del lavoro che dobbiamo fare. Abbiamo visto come il cinema, la musica, l’arte e la cultura abbiano la forza di rendere visibili le contraddizioni e immaginare possibilità diverse, ma da sole non bastano. Perché l’antirazzismo non può esaurirsi negli eventi o nei momenti di confronto e riflessione, ma ha bisogno di tradursi in pratiche quotidiane, in scelte concrete e in responsabilità condivise.
Come ogni anno, abbiamo affiancato alla rassegna antirazzista 2026 anche il Concorso artistico “È già domani” nato dalla collaborazione con Prima Effe – Feltrinelli per la scuola, che ha coinvolto oltre 50 classi di scuole di diverse regioni italiane, invitate a interpretare i temi dell’antirazzismo, della cittadinanza e delle identità plurali attraverso le forme espressive ritenute più efficaci – dalla scrittura al video, dalla musica alle arti visive. Con il desiderio che questi percorsi non restino solo esperienze isolate, ma diventino strumenti per leggere la realtà, metterla in discussione e prendere posizione dentro e fuori dalla scuola.
A Torino
Sabato 14 marzo a Torino in Libreria Feltrinelli Piazza CLN, una bellissima serata di reading e riflessioni con Espérance Hakuzwimana, Grace Fainelli e Maria Itodo di Na.Co-Narrazioni Contaminate che hanno curato la bibliografia proposta in tutte le Librerie Feltrinelli d’Italia!









A Napoli
La settimana è proseguita martedì 17 marzo con l’appuntamento napoletano, con la proiezione del film musicale “Un milione di italiani (non sono italiani)” di Maurizio Braucci e un momento di riflessione sul futuro di tutte e tutti noi in Libreria Feltrinelli.
Con Fatima Ouazri di Dedalus Cooperativa Sociale, la scrittrice Sabrina Efionayi (“Padrenostro”, Feltrinelli) e la danzatrice Yvonne N’dah coinvolta nello spettacolo che ha appena debuttato al teatro nazionale di Napoli “Lampedusa Beach” della regista Alessandra Cutolo (e che speriamo possa presto arrivare in altre città).
Durante la serata abbiamo ascoltato anche il podcast Radio Gogo di Dedalus, la puntata speciale nata da domande semplici: cos’è il razzismo, perché esiste, si può davvero sconfiggere? Il podcast ha visto le ragazze e i ragazzi di Officine Gomitoli raccogliere le voci di loro coetanee e coetanei in giro per la città: risposte dirette, sincere, a volte spiazzanti.
Voci di giovani, di ragazze e ragazzi con background migratorio che abitano Napoli e che, con le loro parole, ci aiutano a guardare la realtà senza filtri.









A Padova
E ancora il 18 marzo eravamo nel quartiere Palestro di Padova con Assemblea Antirazzista Padova e Sephani Maddage, attivista di Dalla Parte Giusta della Storia: dialogo e riflessione su bisogni e urgenze contro esclusione ed emarginazione, in collegamento con i fili del film “Un milione di italiani (non sono italiani)” di Maurizio Braucci e Dedalus.
La serata è proseguita con Gustavo Garcia e Fiorello Lebbiati del Movimento Kethane che hanno presentato il lavoro di Quadrato Meticcio con Hiba Farah “Seconda generazione, Prima generazione” candidato al concorso antirazzista 2026 “È già domani. Voci e storie di un’Italia plurale”.
“Il lavoro ha offerto ai giovani del quartiere Palestro qualcosa di fondamentale: la possibilità di guardare al proprio rione con occhi nuovi, ribaltando una narrazione troppo spesso schiacciata sull’idea di degrado.
Seguiti dalla videocamera, i ragazzi e le ragazze hanno attraversato le strade del quartiere a testa alta. Per una volta, non come oggetto di sguardi esterni o stereotipi, ma come protagonisti della propria storia. Fier* delle proprie case, dei propri legami, dei luoghi in cui crescono” scrive la redazione di MeltingPot Europa.





Durante l’evento è stata inoltre allestita la mostra fotografica “Oltre la foto: storie di scatti”, curata dal Quadrato Meticcio.
A Milano
Giovedì 19 marzo la Settimana Antirazzista 2026 è proseguita a Milano in Librerie Feltrinelli Piazza Piemonte. Al centro della giornata – la mattina per le scuole e la sera per tutt* – lo spettacolo “L’Italia è relativa”, fiction teatrale sui diritti di cittadinanza del Laboratorio d’Arte Performativa Guinea Pigs, che racconta il passaggio dall’adolescenza all’età adulta di una ragazza italiana senza cittadinanza alle prese con la costruzione dell’identità, il conflitto con la famiglia e le origini dei suoi genitori, i contrasti nelle relazioni d’amicizia, le discriminazioni e gli ostacoli causati dai diritti di cittadinanza mancati.
A partire da questi elementi si è aperto un dialogo sulle ingiustizie e le difficoltà attraversate oggi da chi non possiede la cittadinanza italiana, ma anche sulle responsabilità di chi invece la possiede, toccando aspetti del labirinto burocratico discriminatorio quali “l’identità alloggiativa“.
L’appuntamento serale è stato aperto da Iftar Street “Datteri e storie antirazziste” curato da Sumaya Abdel Qader e hanno partecipato al dialogo anche Yohamin Teshome dell’associazione La Mya Parte e Iman Scriba, che ha presentato in anteprima le immagini del nuovo progetto “IA – Idoneità Abitativa” realizzato con Mattia Zoppellaro:
“Le persone ritratte in questo progetto hanno origini arabe o nordafricane e condividono la fede musulmana. Hanno vissuti differenti, ma uno stesso sguardo lucidissimo sul presente. Alcuni sono cresciuti passando da un CPR all’altro, altri hanno imparato da adolescenti che esistere in Italia comporta una fatica aggiuntiva, sempre. Che per te niente è scontato: né una stanza, né un contratto, né la carta d’identità.
Molti fanno musica, comunicazione, arte. Alcuni sono attivisti, altri preferiscono restare in silenzio. Ma tutti portano sulla pelle i segni di una diaspora interiore — quella di chi si sente a casa, ma continua a doverla giustificare”.











A Roma
Gli appuntamenti romani sono proseguiti domenica 15 marzo al Giardino Ciro Principessa con un Iftar Street organizzato da Questaèroma insieme a Blocco Decoloniale.
La serata è poi continuata con “Identità incerte”, open mic e stand up comedy antirazzista con Rampa Prenestina, compagnia e associazione teatrale di attori e attivisti italo-rom, insieme a Xhuliano Dule, Yassin Kefi e altri artisti, in collaborazione con Italiani Senza Cittadinanza.
Poi, venerdì 20 marzo, “Il futuro passa dalla memoria” – riflessioni pubbliche tra storia e poesia sul passato decoloniale e DJset con Abya Yala Futurism. Iniziato al Giardino Zerai Deres con Yodit Estifanos (Associazione Tezeta), Alessandro Triulzi (storico) e Leonardo De Franceschi (Disarchivio) nell’ambito delle attività della Rete Yekatit12-19febbraio, e il reading poetico con Yonas Aregay e Lula Teclehaimanot. Si è proseguito di pomeriggio in Libreria Feltrinelli via Orlando con il Panel Decolonialità e Cittadinanza curato da Italiani Senza Cittadinanza. In collegamento da Crotone anche il ricercatore Stifanos Asfaha che ha raccontato la storia del traduttore etiope Zerai Deres (1915-1945).
Sabato 21 marzo ci siamo spostati alla Casa del Cinema in Sala Fellini con il Festival Anteprima Pluralitalia. Una maratona di cortometraggi con la proiezione di film d’archivio, sperimentali e d’animazione alla presenza dei registi, organizzato da Italiani Senza Cittadinanza, Disarchivio e Ars Mundi aps. Proseguendo con un talk “Quale festival per quale Italia?” con Ahmed Ben Nessib, Mounir Derbal, Juan Pablo Elcheverry, Christofer Antonio dos Reis Miranda Lopes, Nespy5Euro, Hleb Papou, Robotina, Justin Randolph Thompson, Valeria Weerasinghe, e hanno moderato Leonardi De Franceschi e Serena Osma.
Domenica 22 marzo eravamo al Polo Civico Esquilino con spettacolo “Soul Train” di Alessandra Arcangeli, con Yonas Aregay e Filippo Marone. A terminare la serata è stata la Music Live performance di Faiah (arab-electro) in collaborazione con Italiani Senza Cittadinanza e Disarchivio.





















A Genova
La serata del 20 marzo è iniziata dal dialogo con Halim Mohammed e la proiezione del film da lui diretto e prodotto “Lievete da annanze o’ sole“ (2025), menzione speciale della Giuria Popolare alla 50sima edizione del Festival Laceno d’Oro e prossimo protagonista della FESCAAAL di Milano – sezione Concorso Extra’a.
Attraverso l’hip hop, la drill, l’R’n’B e la dancehall, giovani artistə afro-napoletanə trasformano la marginalità in una forza collettiva e generativa, ridefinendo la città come uno spazio meticcio, vitale e radicalmente universale. Atto di resistenza e gesto profondamente decoloniale, nato dal cuore della comunità nera di Napoli, il film dà spazio a voci a lungo silenziate o distorte, rivendicando il diritto all’autonarrazione.
“Tra le pieghe di una Napoli meticcia e invisibile, le voci della diaspora si intrecciano in un canto collettivo: un film che danza tra rabbia e grazia, cercando nella musica la forma più pura della libertà”.
Con Gea Faye, Mame Thiafour Ndiaye, Sahra Sparavigna, Abdullahi Omar, Sayouba Kebe, Samba Ngum, Abdoullahi Camara, Yvonne N’dah, Yusupha Sarr, Ernes Daryel Amores Guerra.











A Bologna
Sabato 21 marzo, ABAD ha presentato la prima Sartoria Sociale Afrodiscendente a Bologna. Il programma era composto da pranzo dai sapori del Senegal, workshop di cucito collettivo in cui sono state create tote bag in wax, presentazione del progetto e delle attività di ABAD e del panel su moda e impatto sociale con Charity Dago, Caterina Libouri di Double Trouble Bologna e Yakub Dawda (progetto Abibatu). La serata è poi continuata con un aperitivo e DJset di Malezaki.








