Ottobre. In Israele ci sono state le commemorazioni per il massacro di 1200 civili da parte di gruppi di Hamas del 7/10 2023. Nel frattempo nuovi raid aerei su Gaza uccidono civili e prosegue la violenza dei coloni in Cisgiordania con il sostegno dell’esercito.

Oltre 500.000 persone in Italia sono andate a vedere il film Naza di Yuval Abraham e Rachel Szror, rimanendo senza fiato di fronte alla sincerità con cui i soldati raccontano la dinamica del genocidio. C’è chi fa appelli a Valditara perché ne impedisca la diffusione nelle scuole in quanto una mancanza di un “controcanto” renderebbe la narrazione fuorviante e potrebbe suscitare antisemitismo, e chi lavora per sostenerne la diffusione.
E a proposito di Antisemitismo, il nuovo DDL basato sulla definizione IHRA di antisemitismo, approvato al Senato a marzo scorso, è in discussione settimana prossima alla Camera e in molte e molti vi si oppongono, tra cui ebree ed ebrei italiani. Da Gad Lerner ad Anna Foa a Marco Vigevani, i gruppi ebraici hanno promosso un nuovo appello e preso posizione durante incontri pubblici. Il DDL, spiegano, avrebbe l’effetto di elevare la minoranza ebraica sopra altre minoranze, nutrendo l’antisemitismo invece che contrastarlo, e criminalizzando la solidarietà con la Palestina. Sullo sfondo, è dei primi di ottobre la notizia che i due ventenni, nati a Milano ma non ancora cittadini, denunciati da un rabbino milanese per le molestie alla fermata del bus, sono stati “rimpatriati” su ordine diretto del Ministro Piantedosi, mentre a Reggio Emilia vengono chieste le dimissioni dell’Assessore alla cultura perché la scuola Reggio Children

Nel frattempo, dopo le dichiarazioni della Premier Giorgia Meloni sul tetto agli “stranieri” nelle classi, il burqa e l’approvazione del Decreto, dopo il vandalismo e il fuoco appiccato allo striscione “A scuola nessuno è straniero” a Genova e Casalecchio di Reno, il mondo delle scuole si mobilita: settimana scorsa un’iniziativa coordinata ha fatto appendere uno striscione in moltissime scuole d’Italia. “Dove finisce il noi e dove inizia il loro?” è la riflessione della drammaturga Nalini Vidoolah Mootoosamy che abbiamo pubblicato sul nostro sito e che si è unita a molte voci che denunciavano il carattere propagandistico di questo provvedimento.
E la scuola è il luogo caldo delle mobilitazioni in Francia: il sindaco di Saint-Denis, uno dei quartieri popolari di Parigi, è stato caricato dalla polizia insieme agli studenti al fianco dei quali manifestava, e anche in Italia le studentesse e gli studenti si stanno muovendo, a cominciare dalla prima scuola occupata a Torino. In Spagna si mobilitano per il diritto alla casa, a New York Mamdani continua a portare avanti il socialismo democratico, redistribuendo risorse perché tutti abbiano una vita degna in città, e prende posizione per l’abolizione dell’ICE.
E noi, in tutto questo, dove siamo?
Di seguito alcune proposte di lettura – dal passato e dal presente – per riflettere, posizionarsi e attivarsi, che aggiungiamo ai nostri consigli di settembre.
Letture per riflettere

Alla sua prima pubblicazione, nel 1970, mise a nudo le deficienze di una scuola rigida che escludeva i piú fragili. Da allora è trascorso mezzo secolo, ma siamo ancora lontani dal garantire un’istruzione capace di contrastare ogni forma di discriminazione.

La scuola italiana è troppo inclusiva. Classi eterogenee, alunni migranti che non parlano la nostra lingua, studenti con bisogni speciali. Per molti opinionisti di giornali e tv queste sarebbero le cause dei mali di un sistema scolastico malato. Ma è una bugia. Una bugia utile a chi vuole tagliare, semplificare, scaricare sugli insegnanti le colpe di un sistema sottofinanziato e trascurato.

I, too, sing Italia” è una raccolta poetica che intreccia l’esperienza personale dell’autrice – donna nera in Italia, figlia della diaspora somala – con temi universali di appartenenza, identità e resistenza. Attraverso trentanove poesie, organizzate in cinque sezioni tematiche e incorniciate da due componimenti chiave, la raccolta esplora le multiple dimensioni dell’essere contemporaneo.

Nel discorso politico e mediatico mainstream, le migrazioni continuano a essere rappresentate come un’emergenza permanente e come un problema di ordine pubblico. Quando queste sono messe in relazione agli scenari di guerra e alla militarizzazione crescente, l’inquadramento interpretativo è umanitarista e raramente include una seria analisi storica, politica ed economica. Il volume offre un approccio alternativo, mostrando come sia possibile ripensare le migrazioni adottando una diversa prospettiva temporale.

Che cos’è l’antisemitismo? Perché non è stato debellato dall’Illuminismo e dalle rivoluzioni moderne, al pari di tanti altri pregiudizi e superstizioni tradizionali, ma è invece riapparso, più barbaro che mai, nel cuore della società moderna? Come spiegare la sua spettrale persistenza fino ai giorni nostri? Quale misteriosa attrattiva continua a consentirgli di fare breccia nei cuori delle classi dominanti così come di quelle oppresse, a destra come a sinistra?
Manuel Disegni rilegge Marx a partire da queste domande, con questa indagine sui rapporti fra la teoria marxiana e il fenomeno antisemita che punta a proporre un radicale ripensamento dell’una e dell’altro.

Nel luglio del 2025, Omer Bartov pubblica sul “New York Times” un articolo dal titolo I’m a Genocide Scholar. I Know It When I See It, che scatena un dibattito enorme perché dimostra che l’azione di Israele a Gaza è, a tutti gli effetti, un genocidio. In questo libro, Bartov pone delle domande a cui ancora non si è data risposta: come è stato possibile trasformare il sogno del sionismo in un incubo? Come è avvenuta la trasformazione del sionismo da movimento di emancipazione e liberazione ebraica a ideologia di Stato basata sull’etnonazionalismo, l’esclusione e il dominio violento sui palestinesi?

Una famiglia. Due mondi. Dov’è davvero casa? Tra Italia e Palestina, una storia che attraversa confini, identità e memoria.
“Sabrin Hasbun riesce a trasmettere con straordinaria intensità cosa significhi vivere sotto occupazione.”
The Observer
“Una scrittura viva, compassionevole, magnetica.” Elif Shafak

Nel 2019 Sarah Aziza viene ricoverata per una grave forma di anoressia. Comincia così per lei un lungo viaggio per sconfiggere una malattia feroce che le trasforma il corpo e la mente…
Un memoir indimenticabile in cui una giovane donna, palestinese d’origine cresciuta negli Stati Uniti, racconta la sua discesa nell’inferno dell’anoressia e ripercorre, a un tempo, la storia della sua famiglia gazawa, esule da tre generazioni, in un viaggio che da Gaza conduce al Midwest, a New York e ritorno.

Nel 1873 l’esploratore e botanico tedesco Georg August Schweinfurth invia alla società geografica italiana un telegramma di poche righe dove è annunciata la morte di Giovanni Miani, la fine dell’esplorazione del Nilo Superiore finanziata dal governatore del Sudan Djafer Pascia e la presenza tra i beni lasciati da Miani di due “pigmei”. La parola pigmeo, oggi fortemente dispregiativa, indicava allora alcune popolazioni che abitavano i territori della foresta pluviale dell’Africa Centrale e Occidentale. Il mondo scientifico va in fibrillazione, eccitato dall’idea di poter vedere dal vivo, in carne e sangue, due persone di quei popoli.
To be continued…
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