Settembre, per molte e molti di noi, segna l’autentico inizio dell’anno, una soglia simbolica. Il ritorno al quotidiano invita a riannodare i fili di quello che è successo questa estate, da cui emerge con chiarezza la crescita, in Italia e nel mondo, di razzismo e violenza.
Ritorniamo nelle strade di Bologna, dove il 19 luglio 2026 Abderrahim Fakir è stato ucciso dalle forze dell’ordine, all’interno di un sistema che continua a “razzializzare” e trattare la sofferenza psichica come una questione di ordine pubblico anziché di cura. Agli eventi di Ceuta, ridotti a un’ennesima crisi migratoria dacontenere e respingere. Mentre si innalzano barriere e si serrano i fronti, avanzano nuove retoriche sulla cosiddetta “remigrazione” e politiche per un’Europa sempre più orientata al riarmo.
Nel frattempo, dagli Stati Uniti arriva il dibattito scaturito dalle osservazioni della deputataAlexandria Ocasio-Cortez sui possibili eccessi della prima stagione del “woke”. In Italia, alcuni esponenti politici riprendono quelle riflessioni, trasformandole in un tema di auto-critica della sinistra “troppo woke”. Voci autorevoli, tra cui consigliamo la lettura di Antonella Bundu, provano a illustrare pazientemente i cortocircuiti e le confusioni.
Nel frattempo la AfD prende il 44% in Sassione, ed è di questi giorni la notizia che ventitré medici impegnati a denunciare la non idoneità dei trattenimenti in un Centro di permanenza per il rimpatrio (CPR) sono stati perquisiti dalle forze dell’ordine.
immagine di CIAC (Centro immigrazione asilo e cooperazione internazionale), davanti al CPR di Roma
In tutto questo, al di là del mare, ma sotto i nostri occhi, continuano il genocidio del popolo palestinese e la pulizia etnica in Cisgiordania.
Progetto “Little Wings cinema”, Gaza 2026
Che pensare e soprattutto che fare?
Qui dodici libri per affrontare questi tempi, districarsi tra le strumentalizzazioni e attivarsi per una società giusta.
Il woke è morto, viva il woke!
Táíwò ripercorre le origini delle identity politics e ne denuncia la “cattura” da parte delle élite come ciò che snatura un progetto necessario, indicando insieme la necessità di una politica capace di trasformare concretamente la società.
Un testo che aiuta ripensare l’immigrazione non come emergenza, ma come una dimensione strutturale delle società, capace di rafforzare welfare, democrazia e coesione sociale.
Lea Ypi mostra come le politiche migratorie rafforzino le disuguaglianze sociali, spostando l’attenzione dalla solidarietà di classe alle divisioni identitarie.
Romanzi: dove le storie mostrano che “razza”, genere e classe sono sempre lenti da intrecciare
Intrecciando la storia tumultuosa dello Sri Lanka e lo sfondo della provincia italiana, le vite di quattro donne si inerpicano lungo sentieri lastricati di rancore, rabbia e amarezza, mentre tentano di andare avanti ritornando indietro, a casa.
La storia di Annabella Morelli, divisa tra Europa e Africa, che affronta il lutto del padre e l’eredità di un rapporto segnato da amore, violenza e dipendenza. Un romanzo di formazione sulla libertà, l’identità e la scoperta della propria voce.
Un romanzo che attraversa Etiopia, Somalia e Italia per raccontare, attraverso tre generazioni di donne, le ferite del colonialismo, dello sradicamento e della ricerca di appartenenza. Una storia sull’identità, la memoria e il significato di sentirsi a casa.
Palestina e l’uso strumentale dell’antisemitismo:
Un’indagine collettiva sui rapporti tra sionismo, antisemitismo e anticolonialismo. Un contributo al dibattito contemporaneo sulle memorie, i conflitti e le forme del razzismo nel presente.
Un memoir che intreccia storia familiare e memoria collettiva per raccontare il conflitto israelo-palestinese attraverso lo sguardo di sta a cavallo tra l’esperienza storica degli ebrei e quella dei palestinesi.
Meghnagi riflette sul rapporto tra la memoria della Shoah e delle violenze coloniali, interrogandosi sui conflitti che attraversano il ricordo nel presente. Un invito a pensare la memoria come spazio di dialogo e giustizia, anziché di competizione tra vittime.
Chi controlla il controllore? E altri racconti dalle barricate
Mastrodonato parte dalla morte di Igor Squeo per indagare decenni di violenze e impunità nelle forze dell’ordine italiane. Un’inchiesta che mette in discussione le responsabilità di un sistema più che dei singoli individui. In uscita dal 29/9
Le lettere dal carcere di un giovanissimo calciatore partito per l’Italia, pieno di speranze e una certa idea di Europa. Il romanzo di uno scandalo umano e giudiziario attraverso lo sguardo sbigottito di un ragazzo che non ha mai smesso di sognare.
Una raccolta di undici storie di giovani donne segnate da violenza ed esclusione, raccontate con autenticità e senza retorica. Un viaggio nel disagio generazionale femminile e nella ricerca di ascolto, riconoscimento e riscatto.
COMING UP!
L’associazione Il Razzismo è una brutta storia pubblicherà il Rapporto “ Ricomporre le fratture. Rapporto annuale su razzismo e pratiche antirazziste in Italia” , che integra dati, riflessioni e una selezione di oltre quaranta buone pratiche contro il razzismo da conoscere. Uno strumento per confrontarsi e organizzarsi. Stay tuned!
DISPONIBILE ONLINE SUL SITO DI RBS IN FORMATO EPUB DAL 22 SETTEMBRE 2026